Strano, dicevi, vuol dire estraneo ed è per questo ne abusiamo quando qualcosa ci fa paura.
Strana la fame, strane le urgenze comunicative, strana la perdita improvvisa della speranza. Strano come vorrei scrivere per il pane, scrivere per il cuore, scrivere per la mente, scrivere tante pagine. Strane le giornate. Strani i silenzi ed i dolori. Strano il disordine. Strano l'amore (che fa mordere le mani a sangue fino all'osso).
Normale ritrovarmi a spiare quel riflesso nella vetrata. Mi ricorda l'inizio ed io mi faccio venire le gambe liquide nel ricordare tutto, il nobile niente incluso. Spio i dettagli della divisa, la stessa di quando non c'era il minimo sguardo per me, io che tentavo di salire sullo sgabello troppo alto e con gli occhi cercavo segnali di vita. Sono qui, questo avrei voluto dirti. Ma non era destino, non ero ancora io e non era ancora se tu sei proprio tu.
C'è sempre qualcuno che prova a piazzarti dietro la schiena dei bei fili da marionetta.
Il mio segreto di sopravvivenza non è scrollare nervosamente le spalle, come potrebbe facilmente sembrare dall'aspetto affatto accomodante che mi ritrovo.. no no.
Io preferisco fingermi morta, come quando all'asilo c'era il gioco dell'orso ed il segreto per sopravvivere era tutto nel resistere immobili, anche quando la scarpa stringata dell'orso rischiava di entrarti in un occhio. Anche oggi resisto immobile, lascio fare, lascio che persone spiacevoli completino il loro gioco sporco con me, li lascio tirare a piacimento. Quello che non sanno è che li ho riconosciuti, uno per uno.
Un giorno l'orso vi sbranerà, occhio.
Sbilanciata, poco equilibrata, dillo come vuoi, il risultato non cambia: una paura fottuta di perdere tutto quello che da così poco sembra esserci da sempre. Non è questione di saper stare senza, no, a quello siamo stati rigidamente preparati da un reiterato destino.. e siamo pronti anche adesso, sotto sotto.
E' che non si può fingere di non sentire.
Compressa, stretta, incastrata.
E rabbiosa.
Perchè gli impegni sono tanti solo all'esterno, mentre dentro c'è solo una folle nebbia cui prima o poi faranno tana tutti, nessuno escluso. La testa mi pulsa nello sforzo di fare chiarezza e radunare forze necessarie al fare fare fare. Quel maledetto sforzo di essere brillante in ogni campo succhia energia con violenza.
Perle, libri, amici, nemici ,ruoli,il privato... Spingono.
Io scappo, spengo, chiudo e mi spengo.